DE BREVI, Marco
Insegnante – (Genova, 1 giugno 1946)
Nel 1929 a causa della miseria in cui era piombata l’Istria, dopo che era diventata una Colonia del Regno d’Italia, i Dobrovich Giuseppe, Michelina e i cinque figli, di cui Emilio era il quarto, sono costretti ad emigrare in quel di Genova in cerca di lavoro. Obbligati dal regime ad italianizzare il cognome, i Debrevi senza mai aver simpatizzato né per il Re Imperatore, che tra di loro lo chiamavano Sciaboletta, né per il maestrino di Predappio, sopravvivono sino al giorno della Liberazione con alterne vicende. Il 1° Giugno 1946 nasco io.
Dopo aver dimorato a Nervi per due mesi in una incubatrice del Gaslini, sono trasferito a Genova-Sestri dove corro e raccolgo pinoli in Villa Rossi e gioco sulla battigia di una spiaggia davanti al Castello Raggio dove la bandiera rossa non indica soltanto il pericolo nel fare il bagno.
Nel 1950, per motivi di lavoro, papà su suggerimento di McCarthy, è licenziato dalla San Giorgio. Arriviamo a Novi che di Ligure ha solo il nome e la “cima”. Frequento l’asilo dalle Capellone di via Marconi, adesso sede della Biblioteca Civica, le elementari al Pascoli e le medie al Doria.
Per divergenze tra me e papà su che facoltà devo scegliere all’Università, invece di iscrivermi alla quarta Ginnasio come avrebbe voluto lui, mi sono iscritto al Volta in Alessandria. Supero brillantemente l’Esame di Stato (siamo promossi in otto su trentadue esaminandi), e per quindici mesi soggiorno ad Altamura dove sono obbligato ad uscire con un basco nero sulla testa e a battere a macchina lettere e verbali per otto ore al giorno.
Per quaranta anni sopporto di fare il Perito Industriale, l’istruttore e qualche volta anche il cane da guardia ad un certo numero di metalmeccanici.
Una volta in pensione, memore dei suggerimenti di papà, inizio ad insegnare in una scuola per adulti, tutti immigrati, provenienti dalle più disparate parti del mondo.
Ho la presunzione di saper scrivere e mi piace usare la stilografica su di un foglio a quadretti, ma corrotto dall’informatica mi sono modernizzato ed uso il computer con stampante annessa.
Nel tempo che mi rimane, a tempo perso faccio il nonno ed il Presidente di una associazione che si occupa di… anziani, termine elegante ma sinonimo di vecchi!
Autobiografia di Marco De Brevi
Marco ama scrivere. Chieketè ha il piacere di ospitare alcuni suoi racconti che si possono trovare negli approfondimenti.
La Macelleria. La scuola per stranieri
Il grande evento (dopo il cineforum)
Il mio primo ritiro spirituale
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